mercoledì 13 maggio 2015

Reddito di cittadinanza: una coltellata alla Costituzione

In un mio post, precedente alle elezioni europee, avevo avuto modo di criticare punto per punto il programma "europeo" del movimento cinque stelle, non potei parlare in quella sede del reddito di cittadinanza perché era ed è un sentitissimo tema di politica nazionale.
Oggi, sull'onda della imponente campagna mediatica sulla sua possibile adozione mi sento di precisare alcune cose, così giusto per non sentirmi una pecora o messo a pecora pure dal M5S oltre che dal fascistello del PD.

Cos'è il reddito di cittadinanza?
Il reddito di cittadinanza proposto dal M5S, altro non è che il RMG (Reddito Minimo Garantito), un sussidio universale contro la povertà, cosi come si evince dal DDL presentato dal movimento stesso in Commissione Lavoro del Senato, che riprende le raccomandazioni e le linee guida indicate dall'UE.
Infatti la tanto vituperata UE parlava e raccomandava a tutti gli Stati membri già nel 1992 con la 92/441/CEE, di introdurre il RMG indicandone anche i paradigmi su cui basarsi; concetti reiterati anche nel 2008 e infine con la risoluzione del Parlamento europeo ratificata il 21/10/2010 con 540 voti a favore e soli 19 contrari.
I beneficiari del RMG sarebbero tutti quei soggetti a rischio di esclusione sociale per i quali va salvaguardata la dignità ed ai quali si darebbe così la possibilità di partecipare al benessere generale, riacquistare autostima e libertà di scelta.
Uno dei punti cardine dei succitati paradigmi prevede proprio che il godimento del RMG non debba essere vincolato a costrizioni e controlli irrazionali che possano influire sull'autostima del beneficiario e sulla sua autodeterminazione.
I soggetti in questione, pertanto, possono ricondursi al seguente elenco:
  • disoccupati con difficoltà a trovare nuovo lavoro;
  • tutti i soggetti in difficoltà nella transizione lavorativa;
  • giovani in cerca di prima occupazione;
  • individui emarginati ed estromessi da diverso tempo da qualsiasi attività produttiva;
  • precari e sottoccupati.

Se fossimo al bar tra un aperitivo e una chiacchiera ci sentiremmo tutti delle anime belle, come non condividere, infatti, questa proposta?
Un segno di civiltà.

Ma io non la vedo così.
Anzi la vedo proprio al contrario.
Un segno di retrocessione dai diritti acquisiti e un colpo mortale alla Costituzione.

L'aspetto tecnico
Un po' di numeri e definizioni dall'ultimo rilevamento ISTAT (marzo 2015):
Tasso di occupazione: 55,5%, rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento, 
Occupati: 22.195.000.
Forza lavoro: 39.991.000 circa.
Tasso di disoccupazione: 13%, rapporto tra le persone (15-64 anni) in cerca di occupazione e le corrispondenti forze di lavoro.
Disoccupati: 3.302.000. Comprendono le persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che: 
  • hanno  effettuato  almeno  un’azione  attiva  di  ricerca  di  lavoro  nelle  quattro  settimane  che precedono  la  settimana  di  riferimento  e  sono  disponibili  a  lavorare  (o  ad  avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive; 
  • oppure,  inizieranno  un  lavoro  entro  tre  mesi  dalla  settimana  di  riferimento  e  sarebbero disponibili  a  lavorare  (o  ad  avviare  un’attività  autonoma)  entro  le  due  settimane successive, qualora fosse possibile anticipare l’inizio del lavoro. 
Tasso di inattività: 36%, rapporto tra le persone (15-64 anni) non appartenenti alle forze di lavoro e la corrispondente popolazione di riferimento. La somma del tasso di inattività e del tasso di attività è pari al 100%.
Inattivi: 14.072.000. Comprendono  le  persone  che  non  fanno  parte  delle  forze  di  lavoro, ovvero  quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione.

Il M5S vorrebbe attuare specifiche politiche sociali e dell’occupazione per inoccupati e disoccupati tra i 30 e i 54 anni in generale, e per la donne inattive in particolare, quali categorie a più alto rischio di povertà ed esclusione sociale. La quota mensile individuale di reddito di cittadinanza è stimata sui 780 Euro. La copertura economica annuale per tale provvedimento, sostiene il M5S, sarebbe di 17 miliardi di Euro.

Facciamo ricorso a quell'oscura scienza che si chiama aritmetica.
I disoccupati sono 3,3 milioni, gli inoccupati 14 milioni.
Siccome il M5S vorrebbe occuparsi solo di alcune fasce e tra i 30 e i 54 anni in generale, ipotizziamo che le persone con i requisiti non siano 17,3 milioni (3,3+14) ma molto prudenzialmente, e iniquamente, un terzo cioè quasi 6 milioni.
Allacciate le cinture, c'è una moltiplicazione, 6 milioni per 780 Euro per 12 mesi fa, arrotondando, 56 miliardi di Euro necessari alla copertura annua del reddito.
La copertura non c'è.
Quella indicata dal M5S non basta nemmeno per un terzo.
I 17 miliardi indicati dal M5S coprirebbero, attenzione c'è una divisione, 17 miliardi diviso 780€ per12 mesi uguale a circa 1,8 milioni di fruitori, poco più della metà dei soli disoccupati e non solo, la proposta del reddito di cittadinanza prevede la cancellazione di cassa integrazione e di altri ammortizzatori.
Quindi se oggi ho 100 disoccupati e 100 cassaintegrati e taglio la cassa integrazione non "risparmio" i soldi della cassa integrazione, i disoccupati diventano 200 e dovrei distribuire un numero doppio di redditi di cittadinanza (cit. Claudio Borghi Aquilini).
Un delirio.

L'aspetto macroeconomico
Non è minimamente ipotizzabile pensare di sforare i vincoli di spesa per trovare la copertura di 56 miliardi al reddito di cittadinanza.
La UE non ce lo permetterebbe e noi italiani (buona parte, quella anestetizzata) amiamo il vincolo esterno, il nostro "sogno" europeo.
Ma siccome sono un impagabile ottimista voglio pensare che si riesca incredibilmente a farlo.
Seguendo il ragionamento ipoteticamente avrei a questo punto i 56 miliardi l'anno.
Immettere nel ciclo del reddito tali sussidi non legati alla produzione dei beni e servizi significa che, con questi soldi, i fruitori li acquisteranno lì dove sono più convenienti, cioè dall'estero.
Importeremo cioè più beni dall'estero e più in particolare dai paesi più competitivi, Germania in testa.
In conclusione si farebbe ulteriore debito (+56 miliardi l'anno) per finanziare l'apparato produttivo estero.
Il trionfo di Tafazzi.

L'aspetto costituzionale
Secondo alcuni il reddito di cittadinanza sarebbe possibile perseguirlo soltanto recuperando la nostra sovranità monetaria, tecnicamente condivisibile ma a livello costituzionale per me molto discutibile.
Prendo a prestito un commento dell'encomiabile Luciano Barra Caracciolo:
In condizioni normali (oggi non lo siamo grazie al vincolo esterno, ndr) lo Stato provvede a sostenere l'occupazione e non a fare leggi per ridurla e provocare la deflazione salariale.... 
Lo Stato tiene fede alle sue previsioni costituzionali e l'intervento pubblico, invece di provocare deliberata recessione, sostiene l'istruzione e la ricerca, con adeguati investimenti, innalzando il livello del capitale umano e le sue possibilità di impiego.
E paga le pensioni a cittadini che hanno avuto una fisiologica vita lavorativa; e se incorrono in disoccupazione paga l'integrazione salariale straordinaria fino a che non trovino un altro lavoro. Svolgendo politiche che proteggono l'occupazione in funzione anticiclica e non accanendosi nell'austerità fiscale per acuire la crisi.
Il mercato del lavoro sarebbe quindi dominato da trattative con la parte datoriale ma alla fine si garantirebbe un salario (e corrispondente copertura previdenziale) per condurre una vita libera e dignitosa (art.36 Cost.).
L'idea del salario di cittadinanza presuppone che tutto questo non ci sia (più). Quindi è una implicita rinunzia a un sistema sociale delineato dalla Costituzione nonché la rassegnazione alle politiche deflattive che provocano la disoccupazione.
Il contrario di quanto affermato da Keynes.

Conclusioni
L'assurda posizione tecnica, macroeconomica e contro-costituzionale del M5S con il reddito di cittadinanza, non può passare come una semplice idea diversa di società, un punto di vista diverso, o un punto rivoluzionario.
Tale provvedimento è, come dimostrato, solo apparentemente simbolo di dignità e prospettiva, tanto quanto poteva esserlo l'innocente "sogno" di un'Europa unita, falso come una banconota da tre euro.
Da qualsiasi punto di analisi, a parte quello emotivo, il reddito minimo peggiora le finanze pubbliche, il PIL e distrugge la Costituzione negli articoli 1,4 e 36.
Il dramma che vedo, inoltre, è che l'eventuale attuazione del reddito di cittadinanza vada a comprimere oltremodo il sistema pensionistico per la gioia della ormai sua imminente e quasi certa gestione straniera privata (TTIP + TISA).
Ma perché il M5S insiste?
L'idea che mi sono fatto è che il potere, quello vero (finanza USA) da tempo in Europa foraggia consenso e dissenso.
In Italia il consenso oggi si chiama PD, con i viva l'Euro e la conseguente deflazione salariale, viva il TTIP e le conseguenti "riforme strutturali".
Il dissenso si chiama M5S, con il facciamo il referendum per far finta di opporci all'Euro, abbasso il TTIP ma vogliamo il salario minimo (così produciamo sempre meno prodotti = meno PIL), abbasso l'austerità e la deflazione salariale attribuendo la colpa (falsamente) alla casta-cricca-corruzione.
Il M5S obbedisce chiaramente a logiche ordoliberiste, si oppone ma solo per perseguire cosmeticamente gli stessi obiettivi del PD: riduzione della spesa pubblica, disattivazione della Costituzione nei diritti fondamentali, smantellamento dello Stato sociale.
In altre parole si tende a realizzare lo Stato minimo di Von Hayek, poi urlato dal liberismo monetarista di Milton Friedman.
Ecco che diceva il primo sul reddito minimo:


Come dire "noi ricchi ce la godiamo ma i poveri si possono incazzare, allora diamogli un piccolo obolo così si calmano e limiteremo gli atti di disperazione contro di noi".

Il reddito di cittadinanza è una coltellata alla Costituzione, un modo per contribuire alla sua disattivazione e distruzione.
Tutto quel che servirebbe per uscire dall'impasse è riabilitarla in toto nella sua smagliante modernità.
Ma è solo un mio anelito e di pochi altri.

Dense nubi all'orizzonte, sempre più nere...



Addendum del 17 giugno 2015:
Da quando ho scritto questo post altri hanno scritto sul tema, consiglio pertanto la lettura di:
Il reddito della gleba su Goofynomics
Reddito di sudditanza su Il Pedante